Camillo Benso, conte di Cavour, รจ stato uno dei piรน grandi statisti italiani dellโOttocento, il ministro che ha portato il piccolo Regno di Sardegna a dialogare con le maggiori potenze europee, lโuomo che piรน di ogni altro ha saputo scandire le tappe che hanno segnato gli anni del Risorgimento.
Il suo impegno politico cominciรฒ tardi, solo alle soglie dei quarantโanni, con un incarico di deputato nel Parlamento piemontese; tuttavia, grazie alla sua opera di mediatore, al suo istinto e allโintelligenza che univa amore per il rischio e gusto del calcolo, contribuรฌ in modo decisivo a far nascere la nuova Italia.
Per questo aristocratico piemontese, la ยซquestione italianaยป si sarebbe potuta risolvere solo con una forte guida politica, e quella guida, secondo lui, spettava alle รฉlites del Regno di Sardegna e al suo re, Vittorio Emanuele II.
Allโinizio della sua azione di governo, assecondรฒ lโambizione di Casa Savoia ad allargare i propri possedimenti alla Lombardia e al Veneto (questโopzione non prevedeva alcun coinvolgimento dello Stato piemontese nel processo di unificazione nazionale) e piรน dโuna volta espresse le sue personali riserve sulla possibilitร di creare un unico Stato italiano. Ma la piรน grande qualitร politica di Cavour era la versatilitร : capiva rapidamente dove ยซsoffiava il ventoยป e riusciva a orientare le sue azioni alle novitร . Nei primi anni di governo si sarebbe accontentato della creazione di un Regno dellโItalia del Nord che andasse dal Piemonte al mare Adriatico ma, dopo i successi del 1860, con lโimpresa dei Mille e i plebisciti dellโItalia centrale e meridionale, cominciรฒ seriamente a pensare alla conquista di Roma.
Queste furono le parole che pronunciรฒ in Parlamento lโ11 ottobre 1860:
La nostra stella, o Signori, ve lo dichiaro apertamente, รจ di fare che la cittร eterna, sulla quale venticinque secoli hanno accumulato ogni genere di gloria, diventi la splendida capitale del Regno italico.
Sarebbe morto otto mesi dopo, improvvisamente, privando lโItalia del suo uomo politico piรน lungimirante.
Se รจ possibile ricostruire con una certa accuratezza le diverse fasi della carriera politica di Cavour, risulta piรน complicato, invece, comprendere in profonditร il suo carattere. I contemporanei lo descrivevano allegro, spesso sorridente, amante del cibo, del vino e delle donne, ma fu soprattutto un uomo di segrete e, apparentemente, contrastanti passioni.
Dotato di straordinarie capacitร matematiche, fu un accanito giocatore dโazzardo, capace di passare intere nottate al tavolo verde, alternando vittorie a sconfitte. La sua vita si svolse sul doppio binario della prudenza e del rischio, del rigore e della sfrenatezza.
Passato alla storia come un grande calcolatore, rinunciรฒ difficilmente ai piaceri.
Il volto gioviale tante volte fotografato, dipinto e scolpito, nascondeva unโindole indecifrabile, che nei momenti di disperazione e di noia prese in considerazione anche lโipotesi del suicidio. Nรฉ mancรฒ in lui una tensione religiosa, tanto intensa quanto segreta.
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