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Manuale di Diritto Processuale Tributario – 14/1
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Analisi degli istituti processuali alla luce dell’evoluzione normativa e degli orientamenti giurisprudenziali, dottrinali e di prassi. In appendice: Formulario degli atti più ricorrenti nel processo
Esaurito
Per lungo tempo le questioni tributarie ed i rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti sono state viste quasi esclusivamente attraverso le lenti del processo, come se lo sbocco naturale e per certi versi necessitato di ogni confronto tra Uffici tributari e cittadini fossero le aule giudiziarie. Dopodiché, visto che la richiesta delle imposte mediante atti autoritativi di accertamento o della riscossione chiama essenzialmente in causa posizioni del privato aventi rilevanza patrimoniale, queste ultime sono state tradizionalmente inquadrate tra i «diritti soggettivi», insuscettibili di essere degradati ad «interessi legittimi» da parte degli atti dell’amministrazione: in questo contesto, il modello processuale di riferimento era prevalentemente quello civilistico, di una controversia tra un creditore ed un (asserito) debitore, alla stessa stregua di una lite tra privati. All’obbligazione tributaria, del resto, venivano in gran parte estesi gli schemi, collaudati, delle obbligazioni di matrice civilistica.
Ed è forse anche per queste ragioni che non si sono sempre tratte le debite conseguenze dalla matrice amministrativistica della materia e dalla natura impugnatoria del processo, essenzialmente inquadrabile alla stregua di un sindacato esercitato da un pubblico funzionario (qual è in fondo anche il giudice) sull’operato di un altro ufficio pubblico, titolare della funzione di amministrazione dei tributi, onde stabilirne la correttezza e la legittimità contestate dal contribuente.
Si spiegano così, con l’incompiuta comprensione di un modello di giudizio incentrato sul controllo dell’operato dell’amministrazione, anche le trite formule del processo tributario come giudizio «sul rapporto», anziché «sull’atto», tranne nelle ipotesi – ritenute quasi residuali – di un annullamento del provvedimento amministrativo per la sussistenza di vizi di forma o anche di sostanza (com’è, in fondo, il difetto di motivazione) talmente gravi da impedire un esame del merito, e da determinare in limine una pronuncia di annullamento integrale del provvedimento impugnato.
La formula giurisprudenziale dell’atto di accertamento come «veicolo di accesso» al processo tributario – talvolta utilizzata per sminuire i vizi dell’atto amministrativo, come quello attinente alla sua corretta notificazione – insieme al riferimento ad un giudizio pieno del giudice tributario sul merito del rapporto, forse retaggio di un tempo in cui le commissioni tributarie avevano natura amministrativa e poteri, sostitutivi, di accertamento, ha contribuito ad alimentare l’equivoco, e messo in ombra il fatto che quello tributario è sempre un giudizio sull’atto impugnato e/o sull’operato della pubblica amministrazione (e lo è anche, a ben vedere, nelle controversie di restituzione, poiché anche qui il giudice deve pronunciarsi sulle ragioni opposte all’amministrazione alla richiesta di rimborso ), in cui le questioni concernenti l’an e il quantum debeatur sono immancabilmente filtrate attraverso le allegazioni dell’Ufficio finanziario, che nell’emanare il provvedimento (vero e proprio «oggetto» del giudizio, e non certo mero «veicolo di accesso» al medesimo) delimita e circoscrive, insieme agli speculari motivi di ricorso, l’ambito di cognizione del giudice.
Non solo, dunque, le Commissioni tributarie non possono sostituirsi all’autorità fiscale nel rideterminare in aumento l’accertato, ma non possono nemmeno porre a base della loro decisione di eventuale conferma della pretesa ragioni diverse da quelle allegate dall’Ufficio.
Il principio dispositivo si coniuga qui con il divieto del giudice tributario di assumere compiti di amministrazione attiva, in un giudizio che come detto investe, anzitutto, il corretto operato degli Uffici finanziari e la legittimità degli atti da questi emessi, e soltanto in seconda battuta, come conseguenza degli esiti di tale sindacato, l’eventuale debenza del tributo per le ragioni indicate dall’atto amministrativo.
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Lorenzo Capaldo
È Avvocato dello Stato presso l’Avvocatura Distrettuale di Trieste. Si occupa anche di formazione e aggiornamento per i quadri e i dirigenti della pubblica amministrazione.
Capitolo 1: La giurisdizione tributaria
1. Il «contenzioso» tributario: dalle origini al secondo dopoguerra
2. Dal «contenzioso» al processo tributario
3. Altri interventi della Corte Costituzionale: la caduta del solve et repete
4. L’ambito della giurisdizione tributaria
5. La forza espansiva della giurisdizione tributaria
6. L’unicità della giurisdizione tributaria
7. L’oggetto del processo tributario
8. I limiti «verticali» della giurisdizione tributaria: le azioni esperibili
9. La struttura del processo tributario
10. Processo tributario e giusto processo: la questione irrisolta della durata ragionevole del processo tributario
11. Le prospettive di riforma del processo tributario: la legge delega 11 marzo 2014, n. 23
12. Verso il processo telematico: il D.M. 23 dicembre 2013, n. 163
Capitolo 2: I rapporti con le altre giurisdizioni
1. Principi generali in materia di riparto di giurisdizione
2. La cognizione del Giudice Ordinario fino all’entrata in vigore dell’art. 12, secondo comma, della legge 28 dicembre 2001, n. 448
3. I residui spazi di intervento del Giudice Ordinario in materia fiscale
4. Il confine tra giurisdizione speciale tributaria e giurisdizione ordinaria
5. Le controversie risarcitorie nei confronti dell’amministrazione finanziaria
6. La responsabilità dell’amministrazione finanziaria: presupposti
7. La responsabilità processuale aggravata prevista dall’art. 96 c.p.c.
8. Le controversie in materia di illecito trattamento dei dati personali da parte dell’amministrazione finanziaria
9. La giurisdizione amministrativa
10. Le controversie in materia di diritto di accesso
11. La questione di giurisdizione e la translatio iudicii
12. Il regolamento preventivo di giurisdizione
Capitolo 3: Gli organi della giurisdizione tributaria
1. Gli organi della giustizia tributaria
2. Struttura e funzionamento delle Commissioni tributarie
3. La Commissione tributaria centrale
4. I componenti delle Commissioni tributarie
5. Terzietà e indipendenza dei giudici tributari: la disciplina dell’incompatibilità
6. Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria
7. Vigilanza e procedimento disciplinare
8. La responsabilità civile
9. Astensione e ricusazione dei giudici tributari
10. La competenza per territorio
11. La questione di competenza
12. La riassunzione del processo
Capitolo 4: Le parti del processo tributario
1. Il concetto di parte
2. L’art. 10 del D.Lgs. 546 del 1992 alla luce della giurisdizione unica tributaria
3. La capacità di stare in giudizio
4. L’assistenza tecnica
5. I soggetti abilitati a prestare assistenza tecnica avanti le Commissioni
6. La difesa delle Agenzie fiscali
7. Natura delle Agenzie fiscali
8. Il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato
9. La difesa del concessionario e degli altri enti impositori
10. La difesa degli enti locali
11. La difesa dei non abbienti
Capitolo 5: Il processo con pluralità di parti
1. Considerazioni introduttive e l’archetipo del codice di procedura civile
2. L’art. 14 del D.Lgs. n. 546 del 1992
3. Processo tributario e tutela di interessi diffusi
4. Il litisconsorzio necessario
5. Ipotesi di litisconsorzio necessario
6. Il litisconsorzio facoltativo e l’intervento
7. La chiamata in causa
8. Profili procedurali
Capitolo 6: Il ricorso introduttivo
1. Il ricorso introduttivo: generalità
2. Ricorso collettivo e ricorso cumulativo: ammissibilità e limiti
3. Gli atti impugnabili
4. I vizi prospettabili
5. Sulla tassatività degli atti impugnabili e sulla tutela nei confronti degli atti prodromici all’imposizione
6. Le controversie in materia di rimborso
7. Le ingiunzioni fiscali
8. Il diniego di autotutela
9. La risposta dell’amministrazione all’istanza di interpello
10. Le controversie in materia di iscrizione nel registro delle ONLUS
11. Le controversie in materia di fermo amministrativo
12. La proposizione del ricorso
13. Termine per la proposizione del ricorso
14. Il ricorso contro i ruoli emessi dai centri di servizio
15. I motivi aggiunti
16. La costituzione in giudizio del ricorrente
Capitolo 7: Le difese dell’ufficio
1. Le controdeduzioni dell’ufficio: morfologia
2. Mere difese e eccezioni in senso tecnico
3. Ammissibilità delle domande riconvenzionali
4. La costituzione in giudizio della parte resistente
5. Le conseguenze della tardiva costituzione del convenuto
Capitolo 8: Il giudizio di primo grado
1. Introduzione della lite e formazione del fascicolo d’ufficio
2. Atti preliminari alla trattazione
3. Nomina del relatore e fissazione della data di trattazione
4. Comunicazioni e notificazioni
5. L’avviso di trattazione
6. La trattazione in camera di consiglio
7. La trattazione in pubblica udienza
8. L’istruzione probatoria
9. L’onere della prova
10. La decisione della causa
Capitolo 9: La tutela cautelare
1. Introduzione: il sistema cautelare delineato dal codice di procedura civile
2. La tutela cautelare del giudizio amministrativo
3. La disciplina previgente
4. L’art. 47 del D.Lgs. 546/92
5. Articolazione del procedimento cautelare
6. Presupposti dell’azione cautelare
7. Morfologia del provvedimento cautelare
8. Gli atti sospendibili
9. La tutela cautelare in materia di recupero degli aiuti di Stato
10. La sospensione delle sanzioni tributarie
11. L’esecuzione dei provvedimenti cautelari
12. Le misure cautelari a tutela dell’Amministrazione
13. La sospensione amministrativa
Capitolo 10: Sospensione, interruzione, estinzione
1. Introduzione
2. La sospensione del processo nel rito civile
3. La sospensione necessaria del processo tributario
4. Altre ipotesi di sospensione del processo tributario
5. L’interruzione del giudizio
6. Effetti della sospensione e dell’interruzione del processo
7. Ripresa del processo sospeso o interrotto
8. L’estinzione del processo
Capitolo 11: La conciliazione giudiziale
1. Gli strumenti deflativi del contenzioso
2. Gli strumenti preventivi
3. Gli strumenti successivi
4. La mediazione tributaria
5. La conciliazione giudiziale: genesi e natura dell’istituto
6. Ambito di applicazione
7. Presupposti della conciliazione e limiti al potere di conciliare
8. Il procedimento conciliativo
9. Effetti e perfezionamento della conciliazione
10. Sindacato del giudice tributario sull’accordo conciliativo
Capitolo 12: Le sentenze delle Commissioni tributarie
1. Morfologia dei provvedimenti delle Commissioni
2. Aspetti formali e sostanziali della sentenza
3. Pubblicazione e comunicazione della sentenza
4. Notificazione della sentenza
5. Efficacia della sentenza
6. La cosa giudicata
7. La questione dell’ultrattività del giudicato tributario e rapporti con il diritto comunitario
8. La questione dell’esecutività delle sentenze delle Commissioni nella pendenza dei termini delle impugnazioni (Rinvio)
9. Correzione della sentenza
Capitolo 13: Le impugnazioni
1. Introduzione: principi generali
2. Il sistema delle impugnazioni previsto dal D.Lgs. 546/1992
3. I termini per l’impugnazione
4. Luogo di notificazione dell’impugnazione
5. Le impugnazioni incidentali
6. Il processo con pluralità di parti: applicabilità degli artt. 331 e 332 c.p.c.
7. L’acquiescenza
8. Sulla configurabilità di una tutela cautelare di secondo grado: la questione dell’efficacia esecutiva delle sentenze tributarie e della loro sospendibilità
9. L’appello
10. Costituzione dell’appellato e appello incidentale
11. Domande ed eccezioni nuove
12. Nuove prove
13. Rimessione alla Commissione provinciale
14. Il ricorso per Cassazione: caratteri dell’istituto
15. I motivi d’impugnazione
16. Svolgimento del giudizio
17. La decisione
18. Il giudizio di rinvio
19. La revocazione
Capitolo 14: L’esecuzione delle sentenze
1. Introduzione
2. Pagamento del tributo in pendenza di giudizio
3. L’obbligo di rimborso del tributo in forza delle sentenze favorevoli al contribuente
4. L’esecuzione civile
5. Il giudizio di ottemperanza: ambito di applicazione
6. Il procedimento di ottemperanza
7. L’impugnazione della sentenza
8. L’esecuzione delle sentenze che recano condanna alle spese dell’Amministrazione finanziaria
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