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Cosa fare dopo giurisprudenza: i migliori sbocchi

Non sono pochi gli studenti che, terminato il percorso di studi, si chiedono cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza: procedere con la specializzazione? Cominciare un tirocinio? Entrare subito nel mondo del lavoro? Ognuna di queste strade può aprire delle possibilità e non si può dire che una sia più valida di un’altra. Quel che è certo è che deve trattarsi di una scelta oculata, che tenga conto sia delle tue aspirazioni, ma anche delle necessità del mercato del lavoro odierno.

Cerchiamo allora di capire quali sono i percorsi che potrai intraprendere dopo la laurea per darti la possibilità di avere un’idea globale delle opportunità che ti si potranno aprire e di scegliere quella più adatta alle tue esigenze.

Cosa fare dopo la laurea in giurisprudenza: perché optare per la specializzazione

È davvero difficile pensare che tu abbia cominciato questo percorso di studi solo perché pensavi che ti avrebbe assicurato una buona posizione nel mercato del lavoro (anche perché oggi non è proprio così).

Se dunque, come è immaginabile, la tua scelta è stata dettata anche da una forte passione, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza potresti valutare la possibilità di continuare gli studi. Per esempio, potresti scegliere un master, magari in una materia che ha attirato la tua attenzione durante il percorso universitario.

Scegliere di specializzarsi in un determinato ambito giuridico è anche un ottimo modo per posizionarti nel mondo del lavoro. Sempre che il master scelto sia adeguato anche alle richieste del mercato attuale.

Inoltre, amplia i tuoi orizzonti. Gli sbocchi professionali aperti da una laurea in giurisprudenza non si limitano alla professione di avvocato, notaio o magistrato. Anche l’avvento delle nuove tecnologie ha rivoluzionato le possibilità dei neolaureati in giurisprudenza: scegliere un master post laurea incentrato, per esempio, su materie che riguardano il web e i diritti dei consumatori online potrebbe rivelarsi un’ottima scelta.

Laurea in giurisprudenza cosa fare dopo: il tirocinio 

Un’altra strada da perseguire è svolgere un tirocinio presso lo studio legale di un avvocato. Anche in questo caso, la scelta del dominus (l’avvocato abilitato) risulta fondamentale e deve essere intrapresa sapendo qual è il ramo del diritto di cui si occupa lo studio legale al quale ci si sta rivolgendo. È anche vero, però, che si può cambiare lo studio legale scelto, così come optare per svolgere il tirocinio presso due diversi dominus.

Il tirocinio ha una durata di 18 mesi, durante i quali il neolaureato in giurisprudenza ha l’opportunità di seguire l’Avvocato nell’esercizio della sua professione.

In seguito al tirocinio, il tirocinante potrà ottenere la certificazione che gli permetterà di affrontare l’esame di stato per conseguire l’abilitazione alla professione di avvocato. Tale esame consiste in tre prove scritte e una prova orale, anche se dal 2022 potrebbero essere introdotte delle nuove modalità che renderanno l’esame di avvocato forse più complesso.

Qualunque sia la modalità di svolgimento dell’esame di avvocato, puoi sempre, comunque, contare sui manuali di preparazione di Edizioni Simone strutturati in modo da assicurare chiarezza, completezza e organizzazione dei concetti per favorirne la memorizzazione. La collana L’esame di Avvocato è vastissima e offre manuali di sintesi sulle principali materie d’esame e tracce svolte per l’orale rafforzato, aggiornati alle più recenti novità normative e contenenti gli argomenti e gli istituti più frequentemente oggetto di domanda all’esame.

Giurisprudenza sbocchi lavorativi: carriera notarile e concorso magistratura 

Tra i principali sbocchi lavorativi per un laureato in giurisprudenza, c’è sicuramente la carriera notarile. Anche in questo caso, è necessario passare per un periodo di 18 mesi di pratica presso un notaio. Dopo questo periodo, il passo obbligato è partecipare al concorso, bandito ogni anno (o quasi), dal Ministero della Giustizia. Essendo il notaio un pubblico ufficiale, non c’è altro modo di intraprendere se non superando il concorso che, per altro, non può essere tentato più di cinque volte.

A richiedere il superamento di un concorso è anche la carriera di magistrato. I vincitori del concorso in magistratura possono diventare magistrati, ordinari o togati. Le prove vertono su diverse branche del diritto e includono un colloquio su una lingua straniera a scelta.

Se hai concluso da poco il tuo percorso di laurea in giurisprudenza, saprai già quanto è importante non solo studiare dai manuali, ma affiancarvi anche lo studio dei codici. Per il concorso in magistratura, il principio rimane lo stesso. Puoi, infatti, organizzare il tuo studio affiancando al manuale “I principi generali del Diritto per il Concorso in Magistratura, comprensivo dei principi portanti di diritto civile, penale e amministrativo, il Codice Penale Maxi, grande alleato per tutti coloro che intendono partecipare e superare il concorso in magistratura.

Giurisprudenza sbocchi alternativi: come entrare nel mercato del lavoro

Quelli di avvocato, notaio o magistrato non sono certo gli unici sbocchi lavorativi dopo giurisprudenza. Proprio perché la preparazione che si acquisisce durante il percorso di studi risulta essere molto variegata, esistono strade alternative.

Per seguire questa opzione, dovrai informarti sui settori nei quali la tua preparazione potrebbe non solo essere utile, ma anche attivamente ricercata. È il caso, per esempio, del giurista di impresa. Si tratta di una professione in crescita e che può aprirti la strada sia come consulente che come dipendente. Le aziende, infatti, ricercano questa figura per espletare compiti legati agli aspetti commerciali e legali dell’impresa stessa.

Il neolaureato in giurisprudenza può anche scorgere nuove opportunità professionali nelle attività legate al lavoro e alla sicurezza. Pensa, ad esempio, alla figura del consulente del lavoro che può rivelarsi utile sia per PMI che per professionisti.

Come già accennato prima, poi, le nuove tecnologie hanno contribuito a far crescere il bisogno di figure con preparazione giuridica nell’ambito del web. Dopo la laurea in giurisprudenza, magari partecipando a un master, potresti muovere un primo passo verso una carriera come Data Protection Officer (responsabile per la protezione dei dati) o formarti come professionista in ambito giuridico-informatico.

Concorsi per laureati in giurisprudenza e come trovarli

Soprattutto, la laurea in giurisprudenza ti dà una formazione che, più di altre, può aprirti le porte del pubblico impiego. Per esempio per lavorare all’INPS, all’Agenzia delle Entrate o alla Banca d’Italia, per le Regioni e i Comuni.

Il consiglio è quindi di tenere sempre d’occhio la Gazzetta Ufficiale, sezione Concorsi ed Esami, e cercare i bandi dei concorsi indetti dai vari enti.

Se hai poco tempo o non sai come consultare la Gazzetta, puoi seguire simoneconcorsi.it dove troverai tutte le informazioni che riguardano i nuovi bandi e le news legate al mondo dei concorsi pubblici. Inoltre, con il Cerca Concorso, inserendo alcune informazioni, tra cui il tuo titolo di studio, riceverai una e-mail ogni volta che verrà pubblicato un bando che potrebbe interessarti.

Concorsi, tirocinio, master… qualsiasi sia la strada che intraprenderai dopo giurisprudenza, in bocca al lupo!

 

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About Federica Antignano

Copywriter classe 1993. Appassionata di letteratura e saggi di psicologia, sociologia, marketing e pubblicità, fa il lavoro più bello del mondo: scrivere. E nel tempo libero... scrive.

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