Leggi&Diritto

Capacità giuridica e capacità di agire in Diritto Privato

capacità giuridica e capacità di agire

Stai studiando Diritto Privato per un esame universitario o per un concorso pubblico? In questo approfondimento ci occuperemo di capacità giuridica e capacità di agire, due istituti di fondamentale importanza e comprensione basilare per lo studio del Diritto Privato e non solo.

Prima di cominciare, ricorda che puoi vedere anche la lezione sul canale YouTube di Edizioni Simone, sempre aggiornato con nuovi video sulle diverse branche del diritto per aiutarti nello studio per l’università o per i concorsi pubblici.

Cos’è la capacità giuridica

La capacità giuridica è l’attitudine di un soggetto di essere titolare di situazioni giuridiche attive e passive. L’articolo 1 del Codice civile ci dice che la capacità giuridica si acquista automaticamente con la nascita, quindi, per intenderci, un neonato anche se dovesse malauguratamente morire subito dopo la nascita, acquista la capacità giuridica, e quindi può essere titolare di diritti e quindi trasmetterli anche ai suoi eredi.

Perché questo accada, è necessario però che il feto nasca vivo, cioè che sia vivo anche solo per pochi istanti dopo la nascita.

Questa è la regola generale, tuttavia ci sono delle ipotesi tassativamente previste dal legislatore in cui sono attribuiti diritti anche a soggetti non ancora nati, per esempio, un bambino soltanto concepito e non ancora nato oppure non ancora concepito. Queste eccezioni legislative sono previste in particolare, e in presenza di determinati requisiti, in materia di successioni e donazioni.

Infatti, per esempio il feto concepito può succedere per testamento o può ricevere per donazione; stesso discorso per il non concepito, sempre però se in presenza di requisiti richiesti dal Codice Civile.

Cos’è la capacità di agire

La capacità di agire, invece, è l’attitudine del soggetto di porre in essere atti validi che incidono sulle situazioni giuridiche attive e passive di cui è titolare. 

Per fare un esempio, se un soggetto con capacità giuridica può essere titolare del diritto di proprietà su di un bene, per poterlo vendere a terzi ha bisogno però della capacità di agire.

Quando si acquista la capacità di agire? La legge stabilisce come regola generale che si acquisisca con la maggiore età, quindi a 18 anni. Il legislatore, dunque, presume che dai 18 anni in poi il soggetto sia maturo al punto da poter valutare la portata degli atti che va a compiere e quindi sia capace di intendere e di volere.

Tuttavia ci sono delle ipotesi, tassativamente previste dalla legge, nelle quali la capacità di agire è riconosciuta prima dei 18 anni. Questo, ad esempio, nell’ipotesi della capacità lavorativa, tant’è vero che l’accesso al lavoro per il nostro ordinamento è concesso dai 16 anni in poi, e cioè terminato il periodo di istruzione obbligatorio.

Inoltre, ci sono invece ipotesi in cui la capacità di agire manca dopo i 18 anni. Questo accade, per esempio, quando una persona sia dichiarata totalmente incapace di provvedere ai propri interessi e viene tutelata con l’interdizione giudiziale, un istituto a tutela dell’incapace.

Differente dall’interdizione giudiziale è l’interdizione legale, che non è una misura a tutela dell’incapace, ma è una pena accessoria a una condanna penale, in alcuni casi previsti dalla legge.

Riepilogando, la capacità giuridica è l’attitudine del soggetto di essere titolare di situazioni giuridiche attive o passive, quindi il neonato può, ad esempio, essere titolare di un diritto di proprietà; la capacità di agire è, invece, la capacità di esercitare questo diritto, quindi, per esempio, divento proprietario quando nasco, mentre posso vendere il bene di cui sono titolare soltanto una volta compiuti i 18 anni.

Dove studiare Diritto Privato

La capacità giuridica e la capacità d’agire sono due istituti fondamentali per lo studio del Diritto Privato. Quella che abbiamo fornito in questo articolo è una spiegazione semplificata, ma l’argomento va approfondito nel caso tu debba sostenere un esame all’università o partecipare a un concorso pubblico.

Una spiegazione approfondita ma espressa in forma chiara e semplice, di questi due istituti è presente nei libri delle Edizioni Simone che offre una vasta gamma di collane create in base al grado di approfondimento di cui lo studente necessita.

Per esempio, il Compendio di Diritto Privato è utile per avere a disposizione un riassunto in cui sono concentrate le nozioni principali della disciplina, con spiegazioni chiare e lineari, adatte per la prima fase di studio, e questionari di fine capitolo sulle domande che più di frequente vengono poste all’esame.

Lo Schemi & Schede di Diritto Privato, invece, è indicato per la fase di ripasso. Grazie alle schede sinottiche e alle mappe già pronte, il testo aiuta a fissare i concetti fondamentali e a organizzarli.

Attenzione, poi, sempre all’uso del Codice Civile, è fondamentale. Come per altre discipline giuridiche, è sempre essenziale studiare avendo a portata di mano il Codice di riferimento. Inoltre, si può utilizzare anche il Codice Civile esplicato, che sotto ogni articolo prevede una spiegazione della norma e i collegamenti con le altre.

 

Torna al Blog