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Le fonti primarie di diritto dell’Unione europea

fonti primarie di diritto dell’Unione europea

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Le Fonti del diritto originario

Il diritto originario comprende :

  • i Trattati istitutivi delle Comunità europee (Trattati CEE, CECA ed Euratom) che, modificati da Trattati e atti successivi, hanno acquisito la nuova connotazione di Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e Trattato sull’Unione europea;
  • la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, posta sullo stesso piano dei trattati;
  • i principi generali del diritto.

I Trattati istitutivi e gli atti successivi

I Trattati istitutivi sono veri e propri accordi internazionali, ma rivelano ulteriori caratteristiche:

  • possiedono la specificità dei Trattati istitutivi di organizzazioni internazionali, in quanto contengono la definizione di un complesso istituzionale;
  • sono degli strumenti d’integrazione;
  • hanno un impatto diretto sulla sfera giuridica soggettiva dei singoli cittadini

Quelli che hanno istituito le Comunità europee e l’Unione europea sono:

— il Trattato istitutivo della CECA, firmato a Parigi il 18 aprile 1951 ed entrato in vigore il 23 luglio 1952 (ratificato dall’Italia con L. 25 giugno 1952, n. 766);

— i Trattati istitutivi della CEE e dell’Euratom, firmati a Roma il 25 marzo 1957 ed entrati in vigore il 1° gennaio 1958 (ratificati dall’Italia con L. 14 ottobre 1957, n. 1203);

— il Trattato istitutivo dell’Unione europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993 (ratificato dall’Italia con L. 3 novembre 1992, n. 454).

Questi Trattati, come già detto, hanno subito nel tempo numerose modifiche, ne deriva, pertanto, che l’assetto attualmente vigente dell’ordinamento giuridico dell’Unione risulta disciplinato dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e dal Trattato sull’Unione europea (TUE).

Le disposizioni del Trattato Euratom, seppure formalmente ancora in vigore, sono state riprese, in gran parte, nel TUE e nel TFUE. Le stesse contribuiscono oggi alla condivisione delle conoscenze delle infrastrutture e del finanziamento dell’energia nucleare.

Tra i vari Trattati e atti, che hanno provveduto a modificare nonché a rinumerare le disposizioni originarie, oltre agli innumerevoli atti di adesione degli Stati membri, ricordiamo:

— l’Atto unico europeo, firmato il 28/02/1986 ed entrato in vigore il 1° luglio 1987 (legge di ratifica italiana: L. 23 dicembre 1986, n. 909);

— il Trattato di Maastricht, firmato a Maastricht il 7/02/1992 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993 (legge di ratifica italiana: L. 3 novembre 1992, n. 456);

— il Trattato di Nizza, firmato il 26/02/2001 ed entrato in vigore il 1° febbraio 2003 (legge di ratifica italiana: L. 11 maggio 2002, n. 102).

— il Trattato di Lisbona, firmato il 13/12/2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009 (l’Italia l’ha ratificato con L. 2 agosto 2008, n. 130).

I principi generali

Con l’espressione principi generali del diritto si suole indicare sia i principi generali comuni agli ordinamenti giuridici degli Stati membri che quelli propri dell’ordinamento dell’Unione, derivanti cioè dall’interpretazione sistematica delle norme da parte del giudice.

Per la maggior parte, però, i principi sono di derivazione giurisprudenziale e concorrono a formare il diritto non scritto.  Possono avere una duplice funzione:

integrativa, intervenendo a colmare le lacune che attengono alla disciplina di una determinata materia o interpretativa, nel senso che possono essere utilizzati per definire l’ambito delle norme dell’Unione, laddove questo non possa essere desunto in maniera univoca dall’interpretazione letterale del loro testo.

Essi funzionano come parametri per accertare la legittimità di atti o comportamenti di un’istituzione o di uno Stato membro.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è il documento che sancisce in maniera visibile il carattere fondamentale e la portata dei diritti umani per i cittadini dell’Unione.

Il compito di elaborare la Carta era stato affidato nel 1999 dal Consiglio dell’Unione ad un organo ad hoc: la «Convenzione» che ha concluso i suoi lavori nell’ottobre 2000. In occasione del Consiglio europeo di Nizza, il 7 dicembre 2000, il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo hanno provveduto alla sua solenne proclamazione. Le stesse istituzioni si sono adoperate per una nuova proclamazione congiunta il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, apportandovi alcune modifiche.

Equiparata ai Trattati, con valore giuridico vincolante, la Carta riprende e raccoglie per la prima volta in un testo organico i diritti civili e politici, e i diritti economici e sociali. La Carta suddivide i vari diritti, riconosciuti in 6 categorie di valori: «dignità» (artt. 1-5), «libertà» (artt. 6-19), «uguaglianza» (artt. 20-26), «solidarietà» (artt. 27-38), «cittadinanza» (artt. 39-46), «giustizia» (artt. 47-50).

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